Succede nella vita di imbattersi in situazioni ed eventi che generano in noi forti stati di malessere, associati ad ansia e paura.

Lo shock che si manifesta di fronte ad una perdita improvvisa di qualcosa o qualcuno importante per noi, determina una condizione che mette a dura prova le nostre energie.

L’energia delle ghiandole surrenali, in questi casi, subisce un vero e proprio esaurimento.

Tutto ciò che sentiamo inconsciamente o consciamente come minaccia alla nostra sopravvivenza, indebolisce i nostri surreni, che rappresentano il luogo in cui custodiamo la riserva energetica maggiore del nostro organismo: questa riserva, ci viene data in dotazione alla nascita e non si rigenera durante la vita.

Ogni trauma, shock ed una condizione di ansia costante, vanno a depauperare il nostro “serbatoio” e spesso neanche ce ne rendiamo conto.

Se siamo in contatto con il nostro corpo, possiamo avvertire quanto incide sul nostro livello energetico una condizione di forte stress: nel momento in cui rilasciamo la tensione, potremmo avvertire dolori a livello muscolare.

I muscoli sostengono le ossa nel fare quotidiano e quando si sforzano di tenerci in piedi in uno stato iper reattivo, si contraggono eccessivamente e per periodi troppo lunghi.

Lo shock è determinato da un evento improvviso che non ci aspettiamo e che prende la forma di un vero e proprio trauma per l’organismo.

La paura e l’ansia invece, sono condizioni sulle quali possiamo lavorare attivamente per evitare che incidano sul nostro benessere e sulla qualità della nostra vita.

Lo shock spesso viene seguito da paura e ansia, perché resistiamo e non ci abbandoniamo a ciò che sente il corpo e che vorrebbe esprimere.

La resistenza a ciò che sentiamo determina sempre uno stato di ansia molto forte, finché non accettiamo di provare determinate emozioni.

L’ansia è uno stato che in qualche modo riempie la nostra vita ed è per questo che ci rimane difficile distaccarcene, anche se razionalmente affermiamo di non volerla più provare.

Ma come viviamo l’ansia?

Nel senso…siamo sicuri che sia sempre una stimolo negativo?

Dipende. In realtà possiamo sfruttare il fatto di provare ansia per spingerci nelle situazioni che temiamo di affrontare per superare quelli che reputiamo essere i nostri limiti più grandi.

Se ad esempio mi accorgo di sperimentare l’ansia nei momenti di solitudine, sarà proprio quei momenti che dovrò ricercare per superare questa condizione e cercare di trarre qualcosa di buono ed inaspettato dalla mia esperienza.

L’ansia può essere uno stimolo molto positivo se mi permette di fare esperienza di nuovi stati di consapevolezza, che nascono da situazioni che ho scelto di affrontare in modo diverso.

Ogni volta che proverò a distaccarmi dal fare una cosa in modo diverso da come l’ho sempre fatta proverò ansia, perché quella parte di cervello che comunemente si usa più delle altre e che si configura a livello dei lobi frontali, è abituata a ripetere meccanicamente degli schemi di risposta agli stimoli.

Rifiutare e resistere è soltanto un modo per posticipare la risoluzione di quelli che definiamo problemi e che rimangono tali, fino a quando decidiamo di guardarli in faccia ed affrontarli in modo diverso.

Quindi, praticamente, ogni volta che da oggi proverò ansia, potrò scegliere se subirla o sfruttarla per comprendere il messaggio che vuole portarmi ed adoperarmi per aggiungere un altro tassello al mio viaggio verso la libertà.

 

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