In altri articoli ho parlato dell’aspetto simbolico della pelle come la parte più estesa e più in contatto con il mondo esterno del nostro corpo.

Già questo evidenzia immediatamente l’importanza di questo organo. Ma c’è di più.

La pelle è chiaramente il mezzo di comunicazione tra esterno ed interno: tutto ciò che si manifesta su di essa esprime un disagio della nostra anima.

L’anima è la parte più vera ed autentica di noi. Crescendo ci distacchiamo da essa, seguendo inconsciamente schemi di comportamento e pensiero che ereditiamo dalla nostra famiglia di origine e dal contesto sociale in cui siamo cresciuti.

Quando la nostra anima vuole farsi sentire per comunicarci qualcosa utilizza molto spesso il sintomo.

Ma prima di arrivare a sviluppare un sintomo sulla pelle vediamo che importanza riveste prenderci cura di lei e quindi accarezzare la nostra anima.

Per salvaguardare la salute della nostra pelle dobbiamo comprendere che qualsiasi fattore inquinante può danneggiarla: alimentazione scorretta, cattive abitudini e stile di vita errato.

La manifestazione cutanea sarà soltanto il risultato ultimo della nostra condotta quotidiana.

È bene imparare ad osservare quotidianamente la nostra pelle per comprendere in che stato si trovano i nostri organi interni: una pelle molto grassa è espressione di uno stato di intossinazione a livello epatico, una pelle molto secca indica invece uno stato di disidratazione.

Già modificare lo stile di vita e l’alimentazione quando ci accorgiamo di trovarci in una delle due condizioni appena descritte ci predispone a prevenire una serie di disturbi più gravi.

Il prurito cutaneo è un altro segno caratteristico di una sofferenza a livello epatico.

Le infiammazioni (dermatiti, psoriasi, fistole, cisti, acne, ecc) hanno cause multiple che coinvolgono sia il fegato ma anche altri organi del corpo. Il punto in cui si manifesta un problema cutaneo è per il terapeuta una grande opportunità di lettura di disagi più profondi.

Spesso la pelle si infiamma e ci parla della nostra rabbia verso il genere maschile, oppure esprime il il nostro disagio interno rispetto a come viviamo la relazione con l’altro, che spesso percepiamo come asfissiante e poco gratificante .

La domanda fondamentale che dovremmo farci ogni volta che la nostra pelle si esprime è: cosa non sto comunicando di me al mondo esterno?

Ed ancora: quale informazione su ciò che sono, che faccio fatica a veicolare all’esterno, vorrei che passasse?

La ragione per cui mi sono avvicinata al mondo della fitocosmesi, creando ed utilizzando unguenti terapeutici per trattare o mantenere in equilibrio questo organo del nostro corpo, risiede proprio in questi ultimi aspetti.

Agendo sulla pelle ho la possibilità di agire nel contempo su tessuti più profondi e su aspetti emozionali irrisolti.

Ho sperimentato la risoluzione di gastriti, sinusiti ed altre problematiche connesse al sintomo dolore o infiammazione, veicolando le informazioni corrette attraverso l’utilizzo di unguenti da applicare sulla pelle.

Se pensate alla pratica degli Egizi di ungere il corpo dei vivi ma anche dei defunti con oli ed unguenti vi renderete conto di quanta saggezza c’era in questo semplice gesto.

Essi utilizzavano questa pratica per proteggere la pelle e le strutture interne, avendo cura, attraverso i rituali, di trasmettere le giuste informazioni all’anima.

Avere cura della pelle è avere cura della nostra anima e soprattutto entrare in connessione con lei per metterci in comunicazione con la nostra parte più profonda può aiutarci ad avere una relazione più autentica con noi stessi e quindi con gli altri.

 

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