Le varie componenti chimiche che possono comporre un olio essenziale fanno parte di dieci gruppi funzionali:

1) Aldeidi
Le aldeidi sono note per le proprietà antinfiammatorie, calmanti, sedative del sistema nervoso centrale e antivirali.
Gli oli essenziali ricchi di aldeidi hanno un caratteristico odore di limone, come nella melissa, nella citronella e in una varietà di eucalipto chiamato citriodora.
Le aldeidi responsabili di quest’odore sono il citrale e il citronellale.
Un’aldeide è il composto più importante nell’olio essenziale estratto dalla corteccia di cannella, a cui conferisce il tipico profumo caldo e speziato.

Ad essa sono legati l’azione antimicrobica di questa pianta, ma anche l’effetto aggressivo sulla pelle (quindi, usare con attenzione).

2) Chetoni
I chetoni sono una classe di sostanze chimiche con effetti cicatrizzanti, rigenerativo della pelle danneggiata e mucolitici (facilitano la secrezione del muco). Sono utili anche nel riassorbimento rapido nel trattamento delle contusioni successive a lesioni gravi. Possiedono, inoltre, un’azione stimolante sulla produzione di bile da parte del fegato.
Un uso prolungato di oli essenziali ricchi di chetoni ha un effetto neurotossico.
La canfora è un esempio di olio essenziale che è quasi un puro chetone. Altri oli essenziali con alto contenuto di chetoni sono rosmarino (verbenone), salvia (tujone), eucalipto, finocchio, anice, cedro atlantico e issopo.

3) Alcoli
Gli alcoli sono battericidi (eliminano i batteri), immunostimolanti, cardiotonici, antivirali e diuretici. Alcune delle molecole più benefiche presenti negli oli essenziali sono alcoli, come il linalolo, il mentolo e il terpineolo che sono due alcoli terpenici germicidi, ma non tossici.
Gli oli essenziali che hanno un alto contenuto di alcoli sono: rosa, petitgrain, legno di rosa, menta, lavanda, mirto, tea tree, sandalo, patchouli, una varietà di timo (timo a linalolo), palmarosa e zenzero.

4) Ossidi
Dagli alcoli derivano gli ossidi che sono potenti espettoranti perché stimolano le ghiandole mucose del tratto respiratorio. Sono, inoltre, sedativi della tosse e balsamici e, quindi, sono efficaci nelle problematiche delle vie respiratorie.
Un esempio comune di ossido contenuto negli oli essenziali è il cineolo, comunemente noto come cineolo 1,8, il principale costituente dell’eucalipto, che non deve mai esser utilizzato nei bambini perché può causare crisi respiratorie a causa della chiusura degli alveoli polmonari.
Altri oli essenziali che contengono ossidi sono: alcuni tipi di rosmarino, niaouli, lavanda spica e mirto.

5) Fenoli

Un gruppo simile agli alcoli è quello dei fenoli (eugenolo, timolo) che sono fortemente battericidi, antivirali, fungicidi e antiparassitari. Aiutano il sistema immunitario, sono altamente stimolanti (con un marcato effetto antiasmatico, grazie alla loro azione dilatante sui bronchi), hanno un forte effetto antispastico sulla muscolatura liscia.

Possono essere potenzialmente irritanti per la pelle e possono essere leggermente tossici per il fegato, se vengono presi in forti dosi per un lungo periodo di tempo.
Gli oli essenziali che hanno un alto contenuto di fenoli sono: chiodi di garofano, cannella (olio essenziale estratto dalle foglie), timo, origano, santoreggia, cumino.

6) Terpeni
I terpeni sono molto stimolanti ed hanno proprietà antivirali, antireumatiche e antinfiammatorie. Esercitano un’azione decongestionante, mucolitica, antispastica, utile a livello respiratorio.
Sono potenziali irritanti per la pelle e, quindi, è necessario non utilizzarli ad alte dosi e per periodi prolungati.
Oli essenziali con alte concentrazioni di terpeni sono: limone, arancio, bergamotto, pepe nero, pino, noce moscata e angelica.
Sono terpeni il limonene e il pinene.

7) Sesquiterpeni

Fra i componenti degli oli essenziali, i sesquiterpeni hanno le catene di carbonio più lunghe, sono molto densi e tenaci e il loro odore rimane a lungo.
Hanno una notevole azione antinfiammatoria, particolarmente utile per la pelle. Dalle piante sono stati isolati più di duemila sesquiterpeni.
Si trovano nella radice, nel legno e nella pianta intera della famiglia delle Asteraceae: camomilla, elicriso, tanaceto, achillea e tagete. Si trovano anche nella lavanda, nel sandalo e nel patchouli.
Le proprietà sono: antiflogistiche, antinfiammatorie, sedative, antivirali, potenzialmente anticancerose, batteriostatiche e immunostimolanti.

8) Esteri

Gli esteri, come l’acetato di linalilee l’acetato di geranile, vengono prodotti dalla reazione tra un alcool e un acido. Sono antimicotici, sedativi, calmanti, spasmolitici, fungicidi. Sono ottimi antinfiammatori e decongestionanti della pelle.
Tra gli oli essenziali che contengono un’alta percentuale di esteri troviamo: camomilla romana, lavanda, salvia sclarea, petitgrain, elicriso.

9) Lattoni e cumarine

I lattoni hanno una spiccata azione antinfiammatoria, come nell’olio essenziale di arnica, ed una forte azione mucolitica, come per esempio l’enula (inula graveolens).
Le cumarine derivano dai lattoni ed hanno una forte affinità con il sistema nervoso centrale. Infatti, sono: anticonvulsive, calmanti, sedative e sudorifere (agiscono sul sistema nervoso, favorendo la traspirazione. Hanno anche una forte proprietà anticoagulante.
Se usati in modo errato, gli oli essenziali che contengono una forte percentuale di lattoni e cumarine, possono rivelarsi neurotossici.
Le cumarine e le correlate furocumarine possono causare fotosensibilità e non devono essere somministrate prima di esporsi al sole o alla lampada abbrozzante (l’olio essenziale di bergamotto è ricco di furocumarine).

10) Eteri

Gli eteri sono antisettici, stimolanti, espettoranti (aumentano le secrezioni), spasmolitici e diuretici.
Questo gruppo comprende gli oli essenziali di cannella, chiodi di garofano, anice, basilico, estragone, prezzemolo e sassofrasso.
Sono caratterizzati da una fragranza molto dolce.

Fonte: www.guidaoliessenziali.com

Queste informazioni riguardano la natura chimica degli oli essenziali, alle quali vanno aggiunte le straordinarie capacità di intervenire nel riequilibrio dei corpi energetici, la prima barriera, la cui integrità, dovrebbe preoccuparci più di quella del corpo fisico.

Ciò che si manifesta sul piano materiale e quindi sul corpo, ha già intaccato ed indebolito i centri energetici.

Quotidianamente possiamo lavorare sui nostri corpi energetici attraverso il respiro consapevole, l’alimentazione e scelte pratiche riguardanti i nostri comportamenti, che dovrebbero seguire sempre ciò che siamo e non gli stereotipi che abbiamo assimilato dall’ambiente circostante. Tutto questo, come già affrontato diverse volte, è prevenzione a 360° e per 365 giorni all’anno.

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