Iniziamo questo articolo sfatando una serie di false credenze che ci inducono a pensare che:

– il virus dell’influenza ci colpisce perché fa freddo e perché c’è un’epidemia in corso: ciò non spiega in realtà, perché alcune persone si ammalano ed altre no;

– l’influenza è qualcosa da combattere per permetterci di tornare in salute il prima possibile: interrompere con farmaci antipiretici questo starordinario meccanismo di difesa, non genera neanche lontanamente uno stato di salute; ciò che vediamo è la risoluzione del sintomo febbre, ma non teniamo conto del perché il nostro organismo, che funziona perfettamente, abbia ritenuto necessario innalzare la temperatura;

– nausea e disturbi intestinali non vengono risolti da farmaci antiemetici o antidiarroici: anche qui il risultato sarà spegnere una risposta che mira alla sopravvivenza dell’organismo.

In una società in cui tutto punta a nascondere ciò che invece è, dovremmo iniziare a pensare all’influenza, come al modo attraverso cui il corpo, ci parla di un conflitto ben preciso: l’invasione del proprio spazio vitale.

Soprattutto nel periodo natalizio, ci esponiamo alla vita relazionale di famiglia, che, se non vissuta in una nuova visione più consapevole, ci predispone a rivivere una serie di conflitti che ci portiamo dietro dall’infanzia.

Ovviamente, chi rifiuta questa teoria, ha difficoltà in questo momento, a sentire all’interno di sè una serie di emozioni: e proprio per questo i sintomi influenzali sì fanno vivi.

Riconoscere quali emozioni si scatenano nel corpo nel momento in cui entro in relazione con qualcuno, soprattutto se si tratta di un familiare, mi permette di essere in armonia, nonostante stia provando un’emozione poco piacevole: il sintomo nasce nel momento in cui con la mente, cerco di controllare cosa sta avvenendo nel corpo, perchè ho paura di rivivere dei traumi infantili.

La nostra integrità psico fisica ed emotiva è molto importante e spesso ce ne dimentichiamo.

E così, sempre per meccanismi legati alla dipendenza affettiva e all’incapacità di stare soli o per paura di deludere gli altri, ci convinciamo di voler trascorrere le feste natalizie con persone alle quali siamo legati da un vincolo familiare, solo perché “è così che si fa”.

Nulla di male in questo fino a quando si tratta di una scelta consapevole.

Se mi sento privo di energia e soffro in questo momento di sintomi influenzali, vuol dire che in qualche modo ho permesso all’altro di invadere la mia integrità perché io stesso non mi percepisco integro al 100%.

La temperatura si alza per buttare fuori calore in eccesso e liberare l’organismo dal carico tossinico: sono sicuro che le tossine prodotte dal mio organismo siano solo derivanti dagli eccessi alimentari?

I messaggi da comprendere se sono alle prese con l’influenza di Natale è:

– cosa c’è nell’altro che ancora non riesco a digerire come parte di me stesso?

– come posso avvicinarmi di più a ciò che sono veramente smettendo di subire inconsapevolmente le dinamiche relazionali?

– mi sono talmente sforzato di far vedere la versione più impeccabile di me, a discapito di ciò che sentivo, che adesso il mio corpo mi sta costringendo a fermarmi a riflettere?

– Cosa ho paura di mostrare di me all’altro?

Il Natale è una festa molto preziosa perché rappresenta la vera rinascita di noi stessi: è una fase di rinnovamento e di ricarica energetica, questo è il Natale.

Se abbiamo paura di conoscerci e seguire ciò che siamo, continueremo ad ammalarci, pensando che sia colpa del freddo o dell’invasione virale.

 

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