Tra le evidenze presenti in letteratura scientifica riguardo l’azione terapeutica sull’apparato respiratorio degli oli essenziali troviamo l’impiego di piante come l’eucalipto, la menta piperita, il timo, lo zenzero e il rosmarino.

Indubbiamente l’azione dei principi attivi rappresentativa di questi oli ha un organotropismo marcato per le mucose respiratorie ma ciò di cui voglio parlarvi in questo articolo è la mia esperienza personale in ambito terapeutico.

Cominciamo con il dire che ciò che ci connette maggiormente con la parte più profonda di noi stessi ed al tempo stesso con il resto del mondo è il respiro, inteso come funzione vitale di cui disponiamo per prendere il nutrimento utile alle nostre cellule, l’ossigeno, e rilasciare il prodotto di scarto ultimo del processo di respirazione cellulare, l’anidride carbonica.

Il respiro è quello strumento che troppo spesso dimentichiamo di avere a disposizione come mezzo per purificarci e riconnetterci a ciò che siamo.

Nel precedente articolo ho parlato di tosse, bronchiti e accidenti stagionali che colpiscono, principalmente, particolari tipi costituzionali.

Accanto alla predisposizione costituzionale ricordo che è sempre importante fare riferimento alla qualità del periodo esistenziale che sta vivendo la persona che sviluppa qualsiasi tipo di sintomo ed, in particolar modo, ai conflitti che vive a livello inconscio quotidianamente.

Nella bronchite, ci sentiamo minacciati nella nostra libertà di scelta relazionale.

Attraverso l’infiammazione dei bronchi e con il meccanismo della tosse, esprimiamo il nostro dissenso nei confronti di una realtà che non soddisfa un nostro bisogno, nel caso specifico, quello di essere considerati dall’altro, per come vorremmo.

Questo conflitto produce in noi una forte rabbia inconscia che colpisce proprio l’organo che ha continue relazioni con l’ambiente esterno, il polmone.

Questo bisogno di essere riconosciuti dall’altro ed arrabbiarci se ci sentiamo messi da parte viaggia chiaramente su dinamiche di dipendenza affettiva.

Ciò che dice e fa l’altro nei nostri confronti diventa più importante di ciò che siamo.Il bisogno di conferme esterne ha radici nell’infanzia ed i bambini che soffrono durante i cambi stagionali di problematiche all’apparato respiratorio, potrebbero trovarsi nella condizione di avvertire la necessità di comunicare questo bisogno.

Il dialogo emotivo, attraverso il quale ci permettiamo di ascoltarci, è fondamentale per riuscire a comunicare all’esterno quello che sentiamo. Per questo è importante lavorare sin da piccoli sul contatto e l’espressione emotiva.

Tra gli oli essenziali che ho riscontrato essere efficaci nel ristabilire equilibrio in questo tipo di problematiche, cito la Melaleuca (Melaleuca alternifolia) e il Pompelmo (Citrus X paradisi).

Il primo ha note proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine, il secondo esplica la sua maggiore azione, sui meccanismi di dipendenza affettiva.

L’applicazione topica a livello sternale di un unguento a base di questi oli, è risultato efficace nel processo di fluidificazione delle secrezioni bronchiali, con un netto miglioramento del sintomo e favorendo al contempo un maggior contatto emotivo, che sappiamo essere prerogativa indiscutibile dell’aromaterapia.

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