Edward Bach era un noto medico inglese che scelse, ad un certo punto della sua florida carriera, di mettere da parte ciò che la medicina di quel tempo prevedeva, per dedicarsi alla ricerca di qualcosa che potesse essere di vero aiuto alle persone.

Egli si accorse che la malattia si configurava come un disperato tentativo dell’anima di riportare la persona in uno stato di completo benessere.

Gli stati d’animo negativi erano in grado di provocare sintomi sul piano psico-fisico e non solo: più la persona si allontanava da ciò che era la sua vera natura e più era fuori dal suo punto di equilibrio e dal benessere, per tanto era molto più probabile che sviluppasse una malattia.

Perseverando nella sua ricerca e dando sempre più spazio al suo intuito, Bach si “perse” nei boschi, osservando il carattere e la personalità delle piante, e si accorse che queste caratteristiche, erano associabili agli aspetti della personalità umana: grazie alla suo intuito oggi, abbiamo la fortuna di poter utilizzare questi straordinari rimedi.

Per quanto riguarda la mia esperienza terapeutica, trovo la Floriterapia davvero speciale, perché, lavorando in primis sull’aspetto emotivo, mi rendo conto di quanto possa essere di aiuto alle persone che decidono di affidarsi a questo percorso di crescita.

Tra le caratteristiche che riscontro maggiormente, utilizzandoli anche io in prima persona, c’è sicuramente la capacità di favorire il contatto emotivo per sciogliere i relativi blocchi, che determinano disturbi apparentemente molto lontani da una possibile origine emozionale.

Capita che la persona riacquisti la propria creatività e diventi più consapevole delle scelte che compie quotidianamente.

Se ci sono blocchi emotivi si possono provare stati d’animo anche spiacevoli, proprio per permetterci di liberarci soprattutto all’inizio del percorso, degli ostacoli che, inconsapevolmente, abbiamo messo davanti alla nostra autorealizzazione.

Spesso utilizzo questi rimedi anche nel massaggio, proprio perché in grado di alleviare le tensioni muscolari, derivanti anch’esse da conflitti emozionali.

Ma la cosa più sorprendente è la capacità che hanno questi rimedi di trasformare lo stato d’animo negativo in positivo. Mi piace fare spesso l’esempio della rabbia che può essere trasformata e messa al nostro servizio, come potente forma di creatività.

Anche il vittimismo e quindi la profonda convinzione di credere che il mondo ce l’abbia con noi, può lasciare spazio, una volta trasformato, all’idea che tutto è nelle nostre mani, per cui abbiamo la fortuna di avere una grande responsabilità della nostra vita, se solo cambiamo modo di percepirci ed osservare le cose.

Succede spesso però, soprattutto all’inizio di un percorso, di sentirci peggio rispetto a come stavamo prima di iniziarlo, ma dobbiamo impare a sentire ciò che non vogliamo sentire, per riuscire poi a stare bene.

È importante per questo, essere seguiti da un terapeuta, in grado di fornirci strumenti per aiutarci a superare eventuali crisi durante il percorso, dandoci al contempo la possibilità di rimanere autonomi anche in un contesto terapeutico.

L’anima conosce bene la nostra strada e a noi non resta altro che darle ascolto e fiducia: questo richiede il coraggio di abbandonare la nostra zona comfort e le nostre pseudo-sicurezze ed ecco che allora questi guaritori, possono liberamente svolgere il compito per cui abbiamo scelto di prenderli.

 

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